Materico, elegante, con arredi che giocano sui toni dell’oro e del nero, è un luogo ricercato che offre un’atmosfera esclusiva per un’esperienza gourmet. Ma è anche un luogo dove l’armonia tra interno e ambiente circostante prende forma attraverso una fusione di elementi naturali (terra, pietra, sabbia) e di materiali reinterpretati per raccontare una storia, quella del rapporto straordinario tra terra e vite, tra cultura culinaria e design. Il nuovo Barrique di Poggio le Volpi è tutto questo e non solo. Lì dove c’erano le botti destinate all’affinamento dei nettari aziendali ora trova spazio, invece, un vero e proprio “hub del gusto” con proposte di altissima cucina, firmate dallo chef Oliver Glowig con al suo fianco Daniele Corona, Resident Chef di Epos.
A fare da preludio all’ingresso in sala, un boschetto, ricreato con le piante scelte tra quelle protette del Parco dei Castelli Romani, e un loggiato con il glicine che conducono il cliente, come in una sorta di esperienza “immersiva”, dentro Barrique. Qui, tra botti, tavoli dal design raffinato e vigneti a fare da sfondo, ogni cosa è studiata con cura per ospitare 30 coperti. Vera chicca del locale, i ‘reperti’ incastonati con la terra alle pareti e alle cornici: opere d’arte, realizzate con un lungo lavoro di patine su metalli preziosi, che si percepiscono come se fossero dei frammenti riemersi dal terreno, a voler rimarcare il rapporto simbiotico con la terra stessa. La firma del progetto architettonico è dello studio Mama Design di Matteo Antonelli e Andrea Miscoli, con l’indispensabile lavoro di Luca De Felice, che ha contribuito fortemente alla realizzazione di Barrique. Roberto Ortolani di Natura e Architettura si è occupato invece degli aspetti paesaggistici.